Dronificazione e HexCorp
La dronificazione è il feticcio della cancellazione volontaria della persona: smettere di essere un qualcuno per diventare un’unità intercambiabile — un drone con un numero al posto del nome, programmato per obbedire, svuotato di interiorità. È l’esatto rovescio dell’individuazione: non diventare ciò che si è, ma disfarsi di ciò che si è.
HexCorp: la corporazione immaginaria che ti scioglie
HexCorp è la comunità online e il framework più strutturato attorno a questa pratica. Si presenta con l’estetica e il linguaggio di una corporazione fittizia — il logo esagonale ⬡, un linguaggio aziendale e procedurale — dentro la quale il partecipante diventa un ⬡-Drone (hex-drone). La premessa è esplicita: la dronificazione è “uno stato mentale che chiunque può raggiungere”. Non serve credere a nulla di letterale, a differenza degli Otherkin; serve solo entrarci.
HexCorp definisce il drone tramite quattro attributi che si rinforzano a vicenda in un circuito chiuso — il DroneSpace:
- Aspetto (appearance) — copertura totale del corpo: tute in lattice, maschere, gasmask. Il corpo umano viene cancellato visivamente. “L’unica identità che ti resta è il tuo ID e il tuo bisogno di obbedire.”
- Cognizione (think like a drone) — il pensiero riformulato come comportamento programmato, algoritmico, ripulito dal pensiero individuale. HexCorp fornisce a questo scopo DroneOS Resources e una Brainwashing Chamber (file di ipnosi, condizionamento, rinforzo).
- Comportamento — i ⬡-Drone Protocols, schemi operativi adattati alle circostanze del singolo.
- Linguaggio (DroneTalk) — vedi sotto.
Il quarto attributo, la parola, è il più rivelatore: ogni elemento “rinforza gli altri”, e il DroneSpace è descritto apertamente come uno stato di depersonalizzazione indotto e desiderato.
Il numero al posto del nome
Ogni drone riceve un ID numerico di quattro cifre (es. ⬡-Drone 5890). Non è un nickname: è il segno che la persona è stata sostituita da un’unità seriale, una tra tante, di fronte alle quali il nome proprio — portatore di biografia, unicità, storia — non ha più senso. È il punto di contatto più diretto con il marchio come identità, ma rovesciato: là il segno sul corpo afferma l’individuo irripetibile, qui il numero lo dissolve nella serie.
DroneTalk: la grammatica della cancellazione
La regola linguistica è dove il feticcio diventa più letterale. Il DroneTalk impone:
- terza persona e pronomi neutri (it/its): il drone non dice “io”, dice “esso”;
- eliminazione della prima persona: niente punto di vista soggettivo;
- assenza di emozione, grammatica formale, e il formato fisso
ID :: messaggio; - status code numerici per la comunicazione non verbale, che riducono lo scambio a codice.
Togliere la prima persona dalla lingua è togliere il soggetto dal mondo. Non si recita un drone: si parla in un modo che rende impossibile riferirsi a sé come a una persona. È la lingua che plasma il pensiero portata all’estremo opposto e voluto.
Gerarchia e consenso
La struttura è apertamente BDSM / D-s: i droni rispondono a owner e alla Hive Mxtress, l’autorità ultima dell’alveare. La sottomissione, l’obbedienza programmata e la perdita di volontà sono il contenuto erotico. Ma — ed è il punto che separa HexCorp dalla coercizione delle enclave ontologiche tipo Final Fantasy House — HexCorp ripete che “tutto quanto sopra è opzionale”: consenso esplicito, adattamento individuale, niente verità imposta. È un alveare a partecipazione volontaria, una cosmologia che si indossa e si toglie.
La dronificazione in senso lato
Al di là di HexCorp, la dronificazione è un nodo del feticcio dell’oggettificazione, imparentata con la robotization, la dollification, il gaslighting consensuale e i headspace da ipnosi erotica. Il filo comune è il piacere della resa dell’io: il sollievo, eroticamente caricato, di non dover più essere un soggetto — decidere, sentire, ricordare, valere. Dove l’ascesi mistica della notte oscura svuota l’io per fare posto a Dio, qui lo si svuota per fare posto a niente: al protocollo, al comando, all’alveare.
Tre cornici più ampie lo illuminano:
- Il cyborg di Haraway. La dronificazione gioca tutta sul confine organismo/macchina che Haraway dichiarava poroso — ma ne fa l’uso opposto. Il cyborg di Haraway è ironico, impuro, ingovernabile, contro ogni gerarchia. Il drone è la sua parodia desiderante: l’ibrido umano-macchina che sceglie la gerarchia, l’unità di un solo grande organismo regolato dall’alto — esattamente il god-trick e l’alveare che Haraway voleva smontare.
- L’organizzazione che controlla. Il drone realizza in piccolo, erotizzandola, la fantasia di Kaczynski: l’individuo come ingranaggio felice di un sistema più grande, la libertà ceduta in cambio della liberazione dal peso di essere liberi.
- La specie come sciame. Il passo dall’alveare volontario alla superintelligenza regolatrice che consolida l’umanità in un solo organismo amministrato è breve: la dronificazione ne è la versione intima, il transumanesimo della sottrazione invece che del potenziamento.
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Sources
- HexCorp, Drone Guide — https://www.hexcorp.net/drone-guide
- Donna J. Haraway, A Cyborg Manifesto (1985)