Otherkin e Otakukin: la teologia del reincarnato videoludico

Analisi satirico-giornalistica pubblicata online (autore anonimo), che documenta il fenomeno Otherkin e la sua variante Otakukin, emerso nelle comunità Livejournal degli anni 2000.

Vedi anche: Final Fantasy House — caso pratico di applicazione di queste credenze in un contesto coabitativo e coercitivo. Vedi anche: Furry e Sessualizzazione del Furry — i “furry lifestylers” (identificazione spirituale con l’animale) sono la frangia del fandom furry più vicina alle credenze otherkin. Vedi anche: maranza — stessa meccanica di identità rinforzata dalla community online, ma con l’algoritmo che spinge verso l’esteriorità e la provocazione anziché verso la fuga ontologica. Vedi anche: Therianesimo — la controparte “animale terrestre” di queste credenze: stessa struttura (awakening, shift, identità letterale) applicata ad animali reali anziché a entità fantasy.

Il fenomeno Otherkin

Gli Otherkin sono persone che credono di essere la reincarnazione di creature non umane: elfi, draghi, fate, unicorni. L’autore li riconduce a un profilo socioculturale specifico: adolescenti/giovani adulti con scarso capitale sociale, fortemente orientati all’estetica fantasy (D&D, manga, anime), che trovano nell’identità alternativa una prova della propria specialità rispetto ai pari.

Il meccanismo psicologico è quello dell’auto-convinzione amplificata dalla comunità: più si afferma ad alta voce qualcosa di infondato, più la forza dell’affermazione prende il posto della sua veridicità. Internet, e Livejournal in particolare, ha creato le condizioni per cui queste credenze si accumulano, si rafforzano reciprocamente e si radicalizzano per via di una tacita competizione a chi “ricorda” qualcosa di più esotico o potente.

La variante Otakukin

Gli Otakukin applicano lo stesso schema non alle creature fantastiche classiche, ma ai personaggi di anime e videogiochi. La posizione ufficiale della community:

“There are worlds within worlds, and planes within planes […] We’ve been there, or we know those who came from there.”

In pratica: i mondi dei videogiochi e degli anime sarebbero universi reali in piani di esistenza paralleli, e alcuni individui sarebbero la reincarnazione dei personaggi che vi abitano.

Esempi documentati

  • Una persona sostiene di provenire dal mondo di Gundam Wing, dove era figlia e sorella di qualcuno.
  • Un’altra afferma che “l’anime è la forma vera dell’anima umana” e di possedere immagini del proprio “sé reale” (non fisico) in forma animata.
  • Una terza descrive in dettaglio come una delle proprie “personalità alternative” — un’entità chiamata Leena — invada regolarmente “mondi spirituali indifesi” trasformando i loro abitanti in ragazze-demonio anime. Precisa che questo non è narrativa fiction, ma qualcosa che accade davvero.
  • Alcuni discutono dell‘“accuratezza” dei fanfiction scritti su “se stessi”: alcune opere sono “inquietantemente accurate”, altre solo “superficialmente simili”.

Il caso delle personalità multiple come personaggi

Il testo cita il caso estremo di una persona che dichiara di avere personalità multiple — ognuna con un proprio Livejournal e indirizzo email — tra cui: Van Helsing, Mina Murray (versione cinematografica), Indiana Jones, Lara Croft, personaggi di Buffy the Vampire Slayer, e Dr. Jekyll/Hyde.

Connessione con la Final Fantasy House

Le credenze di Jenova, Hojo e il loro gruppo — descritte nella testimonianza del Webmaster — sono un’istanza diretta di Otakukin:

  • I personaggi di Final Fantasy VII (Zack, Aeris, Cid, Vincent, Jenova, Hojo, ecc.) erano considerati identità passate reali degli abitanti della casa.
  • L’appartamento funzionava come enclave ontologica: uno spazio dove le regole del gioco erano trattate come fatti del mondo.
  • Jenova/Jen aggiungeva un livello ulteriore: quello del soulbonding — la convinzione di ospitare nella propria mente le voci e le personalità dei personaggi — usato strumentalmente per giustificare cambi d’umore, richieste e autorità morale sul gruppo.
  • Le “battaglie magiche” LARP, le regressioni di vite passate e il consumo rituale di “mako” sono la messa in scena pratica di questa cosmologia.

Note interpretative

L’autore dell’articolo mantiene un tono sarcastico ma evita la diagnosi psichiatrica, preferendo la categoria della wishful thinking organizzata in comunità. Il punto di rottura tra “stravaganza innocua” e “pericolo reale” si trova quando queste credenze diventano il framework con cui una persona esercita potere su altri, come nel caso documentato nella Final Fantasy House.


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