Omphalos di Delfi

La pietra sacra di Delfi venerata come ombelico del mondo (omphalos): il punto in cui i Greci fissavano il centro della terra, là dove convergono le linee che ordinano il cosmo.

Il mito

Per stabilire il centro del mondo, Zeus liberò due aquile (in altre versioni due cigni o corvi) dalle estremità opposte della terra. Volando l’una incontro all’altra, si incrociarono esattamente sopra Delfi: lì cadde — o lì fu posta — una pietra, l’omphalos, a segnare l’ombelico (omphalós, “ombelico” in greco) del mondo. La pietra, di forma ogivale e spesso raffigurata avvolta da una rete di bende di lana (l’agrenon), era custodita nel santuario di Apollo.

Delfi era anche il luogo dove Apollo aveva ucciso il serpente Pitone, figlio di Gaia, prendendo possesso dell’oracolo ctonio della Terra. L’omphalos è così il punto in cui si saldano la potenza ctonia primordiale di Gaia e l’ordine olimpico e oracolare di Apollo: un nodo dove cielo, terra e mondo sotterraneo si toccano.

Il centro che ordina il territorio

L’omphalos esprime un impulso ricorrente nelle culture umane: fissare un centro assoluto da cui il territorio — e il cosmo intero — si organizza. Delfi non era solo il centro geografico simbolico della Grecia; era il punto di riferimento religioso e politico panellenico, sede dell’oracolo a cui città e individui si rivolgevano per ogni decisione. Attorno a quel centro si disponevano i tesori delle città, le vie sacre, i pellegrinaggi: una geografia del sacro irradiata da un singolo punto.

Lo stesso schema — un centro da cui partono linee che ordinano lo spazio — ricorre in molte culture: a Cuzco inca con i suoi raggi di huacas, a Tara irlandese con le slighe, nelle capitali rituali di mezzo mondo.

Affinità con le ley line

L’omphalos non è una linea ma il centro da cui le linee si pensano irradiate: rappresenta l’altra metà dell’immaginario delle ley line — non la rete diffusa, ma il nodo supremo, l’ombelico verso cui tutto converge. Insieme a slighe e ceques, mostra quanto sia diffuso il gesto di leggere il paesaggio come una struttura ordinata attorno a punti di potenza. Il filo che lega l’omphalos all’idea della Terra come corpo vivente arriva fino a Gaia e, in chiave moderna, all’Ipotesi Gaia di Lovelock.

Sources

  • Pausania, Periegesi della Grecia, X (Delfi).
  • Pindaro e gli scolii sui miti delfici.

Related

  • Ley Lines
  • gaia

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