Paolo Soleri e l’arcologia
Arcologia = architettura + ecologia. Una città concepita come un unico organismo edilizio tridimensionale, densa e verticale, che minimizza la propria impronta sul territorio per restituire spazio alla natura.
Paolo Soleri (Torino, 1919 – Scottsdale, Arizona, 2013) è un architetto italiano, allievo di Frank Lloyd Wright, che a partire dagli anni ‘60 sviluppa il concetto di arcologia: edifici-città capaci di ospitare decine o centinaia di migliaia di persone in un’unica struttura iperdensa.
L’idea
La tesi di Soleri è che lo sprawl urbano — la città piatta, dispersa, dipendente dall’automobile — sia uno spreco ecologico e sociale insostenibile. La soluzione è la miniaturizzazione: concentrare in verticale abitazioni, lavoro, servizi e agricoltura in modo che tutto sia raggiungibile a piedi, eliminando il trasporto privato e liberando il suolo circostante.
Una città arcologica:
- cresce in tre dimensioni invece che orizzontalmente;
- integra al proprio interno tutte le funzioni urbane;
- riduce drasticamente consumo di energia, suolo e tempo;
- esiste in simbiosi con l’ambiente naturale che la circonda.
Arcosanti
Dal 1970 Soleri avvia nel deserto dell’Arizona la costruzione di Arcosanti, prototipo abitato della sua visione, tuttora in corso e mai completato. Resta una dimostrazione parziale ma reale del principio.
Rilevanza
L’arcologia è il modello architettonico esplicito a cui rimanda l’ipotesi della megacittà che concentra tutta l’umanità: nodi-quartiere verticali, griglia esagonale, suolo restituito alla natura. Soleri aveva intuito mezzo secolo prima la stessa logica di ottimizzazione che un’intelligenza artificiale applicherebbe per pura efficienza.
Collegamenti
- megacity-conversation — l’arcologia come architettura della megacittà
- Coruscant — la versione distopica e totalizzante dell’idea arcologica