Coruscant — la città-pianeta
Un intero pianeta ricoperto da una singola città ininterrotta, stratificata in migliaia di livelli verticali: l’archetipo dell’ecumenopoli nell’immaginario moderno.
Coruscant è il mondo-capitale dell’universo di Star Wars: centro politico della Repubblica Galattica prima e dell’Impero poi. La sua superficie è interamente urbanizzata — grattacieli che si estendono per chilometri sopra e sotto il livello del suolo, con il “terreno” originario perso da millenni nell’oscurità dei livelli inferiori.
Una società verticale
L’aspetto più significativo di Coruscant è la sua stratificazione sociale come stratificazione fisica:
- ai livelli superiori, alla luce, vivono élite, governo e ricchezza;
- scendendo si attraversano fasce sempre più povere e degradate;
- nei livelli più bassi, mai raggiunti dal sole, prosperano criminalità, miseria e mondo sommerso.
La verticalità non è solo efficienza ingegneristica: diventa metafora di una gerarchia rigida e quasi immutabile.
Ecumenopoli
Coruscant è il modello narrativo dell’ecumenopoli (dal greco oikoumene, “il mondo abitato”): la città che inghiotte l’intero pianeta. Condivide la logica della densità totale dell’arcologia di Soleri, ma ne rappresenta il rovescio distopico — dove la concentrazione non libera la natura, ma la cancella del tutto.
Rilevanza
Nella megacittà, Coruscant è citata come riferimento estetico della visione “Brutalist Utopia”: nodi giganteschi in cemento e acciaio, geometria perfetta, efficienza assoluta. È il monito visivo della differenza tra una megacittà che restituisce il pianeta alla natura e una che lo divora.
Collegamenti
- megacity-conversation — riferimento estetico della megacittà
- Paolo Soleri — l’arcologia come versione “virtuosa” della stessa idea