Bram Stoker
Abraham “Bram” Stoker (Dublino, 1847 – Londra, 1912). Scrittore irlandese, noto principalmente per il romanzo epistolare Dracula (1897), che ha definito il vampiro nell’immaginario occidentale moderno e rimane uno dei testi fondativi del genere horror.
Vita
Trascorse gran parte della carriera come manager del teatro Lyceum di Londra, al servizio dell’attore Henry Irving. Scrisse di notte, nei ritagli di tempo. Fu amico di Oscar Wilde (il cui padre aveva in precedenza corteggiato la madre di Stoker). La sua salute declinò negli ultimi anni; morì probabilmente per una combinazione di ictus e sifilide, anche se le cause esatte restano dibattute.
Dracula (1897)
Romanzo costruito come raccolta di diari, lettere e telegrammi. Narra la vicenda del conte Dracula — nobile vampiro transilvano — e del gruppo di inglesi guidati dal professor Abraham Van Helsing che cerca di fermarlo. Stoker si documentò per anni: fonti storiche (Vlad III di Valacchia), folklore vampirico dell’Europa orientale, e la geografia della Transilvania tramite guide di viaggio.
Il romanzo ha generato un’industria culturale sterminata: adattamenti cinematografici (da Murnau a Coppola), spinoff, reinterpretazioni, e ha reso “Van Helsing” il nome archetipico del cacciatore di vampiri — figura che Jen richiama esplicitamente nella sua autobiografia (si identifica con Integra Van Helsing di Hellsing).
Rilevanza per il contesto
Jen cita Bram Stoker come antenato. È l’unico dei tre (con Finn MacCumhaill e Morgana Le Fay) a essere una figura storica reale. La scelta non è casuale: Stoker è il creatore letterario dell’universo dei vampiri a cui Jen si ricollega costantemente nella sua identità (cacciatrice di vampiri, moglie di un No Life King, legami con Hellsing). Rivendicare una discendenza da lui è, nel sistema di credenze di Jen, una forma di legittimazione genealogica della propria missione.