Farseer Trilogy

Nella Farseer Trilogy (1995–1997) di Robin Hobb, il Wit — la magia del legame con gli animali, disprezzata dalla società dei Sei Ducati — funziona come allegoria dell’armadio: il protagonista Fitz vive la propria natura magica come un segreto vergognoso da nascondere, pena la persecuzione.

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La trilogia segue FitzChivalry Farseer, figlio illegittimo di un principe, addestrato come assassino di corte. È narrata in prima persona, retrospettiva, e strutturata come una quest arturiana rovesciata: Fitz è per nascita escluso dal trono, eppure la sua è comunque una quest, senza la ricompensa della corona.

Fitz possiede due forme di magia:

  • lo Skill — telepatico, scorre nel sangue reale, è prestigioso e ambito;
  • il Wit — permette il legame mentale con gli animali (nel suo caso, il lupo Nighteyes), ma è socialmente disprezzato e temuto, associato a bestialità e degenerazione.

Il Wit è ciò che rende la magia della Farseer Trilogy interessante come lente critica: non è pericoloso di per sé, ma è stigmatizzato dalla società. Fitz deve nasconderlo, mentire su chi è, vivere con la paura costante di essere scoperto — una condizione che la critica legge come allegoria della queerness: la vergogna indotta dall’esterno, la vita nell’armadio, la persecuzione per un tratto che non fa male a nessuno ma che la società ha deciso di condannare. Il legame con Nighteyes — intimo, totalizzante, incomprensibile a chi non lo vive — si presta alla stessa lettura: un rapporto che sfugge alle categorie approvate e che va perciò dissimulato.

Accanto al Wit, il Fool — giullare di corte dal genere ambiguo e mai definito — porta il tema queer su un secondo binario, quello del genere fluido: il Fool si muove nella narrazione senza che la sua identità di genere venga mai fissata, e la sua relazione con Fitz è densa di ambiguità (affettiva, erotica, mai del tutto dichiarata). I due personaggi — Fitz col suo segreto magico, il Fool con la sua identità indefinita — formano insieme il nucleo tematico queer della serie.

Il Wit porta con sé anche un secondo livello di lettura, ecologico: il legame con l’animale non è dominio ma reciprocità, un rapporto che erode il confine netto tra umano e non-umano su cui la società dei Sei Ducati fonda la propria gerarchia morale.

La Farseer Trilogy è il primo ciclo del Regno degli Elderling, seguito da Liveship Traders, Tawny Man, Rain Wild Chronicles e Fitz and the Fool (conclusosi nel 2017).

Sources

  • Robin Hobb, Assassin’s Apprentice (1995), Royal Assassin (1996), Assassin’s Quest (1997)
  • Los Angeles Review of Books, recensione sulla caratterizzazione di Fitz
  • Steven Erikson, definizione della narrazione in prima persona come “quiet seduction”

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  • Haraway - Chthulucene e Cyborg Femminista — la dissoluzione del confine umano/animale come atto politico: lo stesso movimento che il Wit compie sul piano narrativo
  • Wit, Parseltongue, Ombra — il Wit a confronto con Parseltongue (Harry Potter) e l’Ombra di Ged (Earthsea): tre modelli di identità nascosta
  • Earthsea (Ursula K. Le Guin) — trilogia sorella per genere e sensibilità etica verso la magia

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