FurryMUCK
FurryMUCK (1990) è il primo mondo virtuale testuale dedicato ai furry: uno dei primi luoghi al mondo in cui migliaia di persone hanno vissuto quotidianamente dentro un’identità alternativa incarnata — quindici anni prima di Second Life.
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Tecnicamente era un MUCK, variante dei MUD (multi-user dungeon) accessibile via telnet: mondo interamente descritto a parole, senza combattimento, orientato alla costruzione e all’interazione. Gli utenti potevano edificare stanze, oggetti e interi quartieri persistenti.
La parte interessante è sociologica, non tecnica:
- Il personaggio non era un nickname ma un corpo descritto: la fursona smette di essere un disegno e diventa una seconda vita abitata, con casa, relazioni, matrimoni virtuali e sesso testuale.
- Wired (marzo 1994) lo descriveva così: “makes LambdaMOO look like the Young Republicans […] more times than not they have furry cuddly animal sex” (→ Sessualizzazione del Furry).
- Per molti utenti la vita sul MUCK era più reale di quella offline: relazioni durate anni tra persone mai incontrate, gerarchie, drammi sociali, ostracismi.
- È il laboratorio in cui l’immersione prolungata nell’identità animale poteva cristallizzarsi in credenza letterale (→ Therianesimo).
Da espandere: LambdaMOO a confronto, etnografie dei MUD (Sherry Turkle, “Life on the Screen”), FurCadia come successore grafico (1996), migrazione verso Second Life e VRChat.
Sources
- Fredrik Knudsen, Furries — Down the Rabbit Hole (YouTube)
- Wired, marzo 1994
- Da espandere: Sherry Turkle, Life on the Screen (1995)
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- MUD e MUCK — la tecnologia e la genealogia dei mondi virtuali testuali