Guerra Ibrida Russa e le Giornate di Milano

Dopo i saccheggi di Milano del 17 ottobre 2026 il governo italiano ha ipotizzato che una regia russa avesse acceso o amplificato la rivolta attraverso Telegram e TikTok. Al momento non esistono prove che l’abbia fatto, ma esistono buone ragioni storiche per sospettarlo, e anche buone ragioni politiche per volerci credere.

I fatti

  • 17 ottobre 2026: un corteo convocato su temi studenteschi e di carovita degenera in saccheggi nel centro di Milano. La convocazione passa per una chat Telegram poi cancellata, per gruppi WhatsApp e per TikTok, con la firma di una sigla non strutturata, il Movimento 17 ottobre.
  • I messaggi uniscono saccheggio (“Noi rompiamo le vetrine, voi avrete scarpe e bici”, “Nike arriviamo”) e slogan politici generici: “governo dei padroni”, “salari da fame mentre i prezzi raddoppiano”, l’invito a presidiare Agenzie delle Entrate, Comuni e tribunali.
  • La stessa sigla annuncia un “sabato di fuoco” per il 24 ottobre e una mobilitazione permanente in molte città italiane, sempre il sabato alle 15.
  • Nei giorni successivi circolano voci false su stupri di gruppo e aggressioni di massa, che svuotano università e negozi del centro (vedi maranza).
  • Chi è finito nelle chat non sa chi l’abbia aggiunto. Le fonti dei primi appelli, secondo il governo, sono «ben scudate».

Chi sostiene la regia russa

ChiCosa dice
Guido Crosetto (Difesa)Parla di atto ostile condotto con «strumenti non convenzionali» e cita TikTok, YouTube e «gli altri social»
Giorgia MeloniÈ convinta che «entità esterne» abbiano soffiato sul fuoco, ma chiede «elementi certi» all’intelligence prima di dirlo in pubblico
Matteo Piantedosi (Interno)Vede un «apparente spontaneismo» e una «volontà di destabilizzazione». Nota che Mosca commenta il caos in Italia, Francia e Spagna, tre Paesi che votano l’anno prossimo
Relazioni dei serviziCitano «tracce di enfatizzazione» della mobilitazione, amplificata sui social
Volodymyr Zelensky (al Corriere)Dice che la Russia conduce una guerra ibrida contro l’Europa tramite media e social e che «Mosca sfrutta il tema migratorio e continuerà a farlo»
Sergio MattarellaNon nomina la Russia. Parla di violenze «inaccettabili» da parte di «soggetti inediti» e chiede «un’analisi intelligente e approfondita». La lettura in chiave russa viene dai retroscena della Stampa

Chi la nega o la ridimensiona

  • Palazzo Chigi prende le distanze: non si può sostenere che «i russi abbiano mandato i giovani a spaccare vetrine».
  • Matteo Salvini taglia corto: “Ho letto cose strambe, i russi. No, basta.”
  • Roberto Vannacci dà la colpa a fattori interni: collettivi, centri sociali, black bloc, maranza, baby gang.
  • Enrico Borghi (Copasir) è la posizione più sfumata. Dice di non avere «elementi per arrivare a queste conclusioni», ma riconosce che Telegram e TikTok hanno funzionato da «detonatore» e che lo spontaneismo potrebbe essere stato «innescato o incanalato» da qualcuno.

Gli indizi di contorno

  • Dmitry Peskov commenta che in Italia e in Francia ci sono «disordini che rasentano il caos». Non è un’ammissione e nemmeno una smentita: è il tono di chi gode dello spettacolo.
  • Aleksandr Dugin festeggia sui social i disordini in Francia e in Italia (secondo La Stampa).
  • La Russia aveva già attaccato Meloni dopo il discorso in Parlamento sull’Ucraina.
  • La stampa paragona il modello alla crisi di Ceuta (maggio 2021), quando migliaia di persone, molti minori, attraversarono il confine spagnolo dopo che il Marocco aveva allentato i controlli. Lì però il mandante era uno Stato confinante che usava i flussi come leva diplomatica, non la Russia. Il paragone vale per il meccanismo (una massa di giovanissimi usata come arma di pressione), non per l’attore.

I precedenti che rendono l’ipotesi plausibile

Il sospetto non nasce dal nulla. Negli ultimi anni Mosca ha condotto in Europa operazioni documentate di manipolazione sui social:

  • Doppelganger (dal 2022): una rete di cloni di testate occidentali e di account falsi che rilanciano contenuti divisivi. È attribuita ad agenzie legate al Cremlino ed è stata sanzionata dall’UE e colpita dal Dipartimento di Giustizia americano.
  • Stelle di David a Parigi (ottobre 2023): i graffiti fisici erano opera di esecutori pagati, mentre la loro amplificazione online passava per reti di bot riconducibili all’ecosistema russo, secondo l’agenzia francese Viginum. Il modello è “piccolo gesto reale, enorme eco artificiale”.
  • Romania (dicembre 2024): la Corte costituzionale annulla il primo turno delle presidenziali dopo che l’intelligence ha documentato una campagna coordinata su TikTok a favore di Călin Georgescu. È il precedente più forte per TikTok come vettore elettorale.
  • Southport, Regno Unito (estate 2024): una falsa identità dell’aggressore, diffusa online, scatena rivolte organizzate su Telegram e X. È il controesempio utile: in quel caso una regia straniera non è stata dimostrata e la disinformazione era in gran parte domestica, ma il risultato in piazza era lo stesso.

Amplificare non è istigare

Il nodo è distinguere tre livelli che il dibattito mescola continuamente:

  1. Causa: perché un quindicenne di Figino o dell’hinterland decide di entrare in un Foot Locker con la vetrina rotta. Qui la Russia non c’entra. C’entrano disuguaglianza, esclusione, la “religione dell’oggetto” di cui parla Pigozzi, e una folla senza servizio d’ordine (lo nota anche Borghi).
  2. Innesco: chi ha aperto la chat, scritto il primo volantino, scelto la data. È l’unico livello in cui una regia esterna farebbe davvero la differenza, ed è proprio quello che resta «ben scudato».
  3. Amplificazione: bot, account riciclati, rilanci algoritmici che trasformano un saccheggio locale in un fenomeno nazionale e, poi, le voci sugli stupri in una psicosi cittadina. È il livello in cui le operazioni russe documentate hanno sempre lavorato, ed è il più facile da provare a posteriori analizzando i flussi.

Il copione storico della guerra ibrida russa raramente crea un conflitto dal nulla. Trova una crepa vera e ci versa dentro rumore. Se a Milano ha avuto un ruolo, è molto più probabile al livello 3 che al livello 1.

Note interpretative

L’ipotesi russa ha la forma di una teoria che conviene a quasi tutti, ed è proprio per questo che va maneggiata con cautela.

  • Al governo permette di spostare la questione dalle cause sociali (carovita, periferie, scuola) all’ordine pubblico e alla sicurezza nazionale. Un nemico esterno compatta più di un disagio interno.
  • Ai media offre un burattinaio, che è narrativamente più forte di una folla di ragazzini annoiati.
  • Al Cremlino conviene in entrambi i casi. Se l’operazione c’è stata, ha funzionato. Se non c’è stata, Mosca incassa comunque un’aura di onnipotenza e un governo europeo che dubita delle proprie piazze. È la logica non falsificabile del Satanic Panic rovesciata: lì l’assenza di prove dimostrava la potenza del culto, qui il semplice sospetto basta a ottenere l’effetto destabilizzante.

Il rischio simmetrico è il negazionismo comodo: liquidare tutto come “cose strambe” quando sappiamo che quelle operazioni esistono e che Telegram e TikTok sono esattamente gli ambienti in cui funzionano meglio. Le chat anonime, le sigle senza volto e i canali che spariscono dopo l’avvio delle indagini sono il terreno ideale per chiunque voglia soffiare sul fuoco, russo o no.

La posizione onesta, per ora, è quella di Borghi: il detonatore è digitale, la polvere da sparo è locale, il fiammifero non ha ancora un nome. Il 24 ottobre, il “secondo round”, sarà il primo test: una seconda ondata con gli stessi pattern di amplificazione sarebbe un indizio molto più forte di qualunque dichiarazione.

Sources

  • Open, Scontri Milano, Meloni e l’ipotesi della guerra ibrida russa, 21 ottobre 2026.
  • Open, Scontri a Milano, cosa c’era nelle chat Telegram, 21 ottobre 2026.
  • Open, Scontri Milano, Russia: Mattarella e Zelensky, 20 ottobre 2026.
  • Open, Milano, messaggi falsi su stupri e aggressioni: la psicosi, 20 ottobre 2026.
  • Open, Scontri Milano, intervista alla psicologa Laura Pigozzi, 20 ottobre 2026.
  • EU DisinfoLab, Doppelganger: Media clones serving Russian propaganda, settembre 2022.
  • Viginum (SGDSN), rapporto sull’amplificazione online delle stelle di David a Parigi, novembre 2023.
  • Corte costituzionale della Romania, sentenza di annullamento del primo turno presidenziale, 6 dicembre 2024.

Related

  • maranza — la folla che il dibattito si contende tra lettura etnica e lettura geopolitica
  • Satanic Panic — la logica non falsificabile, qui rovesciata (il sospetto da solo produce l’effetto)
  • QAnon — la cospirazione nata e cresciuta sulle piattaforme, il caso in cui il nemico nascosto era interamente immaginario
  • Order of the Nine Angles — Telegram come infrastruttura di gruppi anonimi e senza volto
  • 4chan — l’imageboard anonimo come fabbrica di voci e operazioni coordinate
  • Panico Morale — la mappa del cluster

↩ home · sitemap

mujarrib@garden pwd: ~
theme: amber crt: on sound: off --:--:--
mujarrib@garden:~$
tail -f ~/.trail
grep '^#'
map --graph