Strategia di Comunicazione — Instagram e TikTok
Proposta di vibe, messaggio e content pillar per @mu.jarrib (Instagram) e @mujarrib (TikTok), a partire da Chi Sono — Profilo per il Progetto Social. I contenuti pubblicati saranno in inglese; questa nota resta in italiano per coerenza col resto del repo.
Body
Posizionamento (il messaggio in una frase)
“Internet folklore & occulture, researched not romanticized.” Un account che tratta miti, culti digitali, magia e cinema gotico come oggetti di studio genuino — non come estetica dark-academia vuota, non come contenuto acchiappa-clic su “verità nascoste”.
Vibe
- Visivo: coerente con l’estetica terminale/underground del garden — testo su sfondo scuro, poca decorazione, font monospace nei title card, palette minimale (nero/bianco/un accento). Niente stock-photo da “witchy aesthetic”.
- Voce: prima persona, diretta, un po’ auto-ironica sul proprio non-essere-esperto (“I’m not an expert on any of this — I take notes in public and see what connects”). Stesso disclaimer onesto del Manifesto, tradotto in inglese.
- Non è: true crime morboso, aesthetic witchtok, debunking sprezzante, lore-dump senza contesto.
- È: un ricercatore indipendente che mostra il proprio schedario mentre lo costruisce.
Content pillar (mix ampio, come da garden)
- Digital cults & internet folklore — casi reali (QAnon, Love Has Won, O9A, Twin Flames Universe…) trattati con rigore e rispetto per le vittime, mai in chiave sensazionalistica.
- Gothic cinema & Hollywood rituals — il film come rito, l’attore come iniziato.
- Comparative mythology — un dio/simbolo/animale sacro alla volta, confrontato tra culture.
- Magic as method, not ideology — sigilli, ley line, tecniche — spiegate come fenomeno psicologico/culturale, non come verità esoterica.
- Moral panic, then and now — dal Satanic Panic ai panici morali contemporanei (AI, social, gaming).
- Fragments — sottoculture, nostalgia, critica pop: formato più leggero, buono per reel veloci.
Pipeline contenuto (repo → social)
Ogni post nasce da una nota esistente o nuova del garden:
- Scegli una nota (o cluster di note collegate).
- Estrai l’hook: la frase/domanda che genera curiosità in 3 secondi.
- Condensa in inglese per caption (IG, max ~150-200 parole) o script (TikTok, max ~60” parlato).
- Pubblica, poi linka la nota completa in bio/link-in-bio come “read the full note” per chi vuole approfondire.
- Il garden diventa il “director’s cut” — il vero differenziatore rispetto ad account puramente estetici: dietro ogni video c’è un archivio pubblico consultabile.
Formati per piattaforma
- Instagram: caroselli essay-style (slide 1 = hook, slide 2-6 = sviluppo, slide finale = fonte/nota collegata); reel con voiceover su clip found-footage in stile archivio; stories per Q&A e dietro le quinte del garden.
- TikTok: talking-head diretto in camera o voiceover su B-roll/found footage; hook nei primi 2 secondi (es. “This cult started because a 12-year-old lied about D&D…”); serie ricorrenti per pillar (es. “Cult of the Week”, “Myth Compared”).
Cadenza (proposta, da validare)
2-3 post a settimana per piattaforma è sostenibile senza saturare la pipeline dal garden; meglio bassa frequenza costante che burst seguiti da silenzi.
Guardrail
- I casi di culti digitali coinvolgono spesso trauma reale (es. James Dallas Egbert III, vittime di Arkeon/Twin Flames Universe): mai tono da intrattenimento puro, sempre contestualizzare le fonti.
- Evitare di alimentare esattamente il meccanismo che il garden critica — prendere il simbolico per il reale — mantenendo sempre la cornice analitica, anche quando il formato (reel, hook da 2 secondi) spinge verso la semplificazione.
Punti aperti
- Nome e frequenza delle serie ricorrenti da definire dopo i primi test.
Sources
Sintesi basata sul contenuto del garden (cartelle mitologia, magik, culti-digitali, teorie, frammenti, pianeti, megacity, film) e sul Manifesto del progetto.