Artemide (Diana)
Dea greca della caccia, della natura selvaggia, della luna e della verginità — Diana per i Romani — sorella gemella di Apollo, e la divinità che la stregoneria neopagana ha eletto a regina delle streghe.
Il mito
Figlia di Zeus e Leto, Artemide nasce poco prima del gemello Apollo e ne assiste subito il parto, diventando protettrice delle partorienti. Vergine cacciatrice, signora degli animali selvatici (Potnia Theron), abita i boschi con il suo seguito di ninfe e punisce con ferocia chi viola la sua purezza o il suo dominio (Atteone trasformato in cervo, Niobe). È anche dea lunare, associata alla luna crescente.
La triade lunare
Nell’immaginario antico e poi neopagano, Artemide forma una triade lunare con Selene (la luna piena) ed Ecate (la luna calante e oscura): Artemide è la luna crescente, la Fanciulla cacciatrice. È lo stesso schema triplice che struttura la Triplice Dea.
Diana nella cultura neopagana
Snodo cruciale. Nell’Aradia, o il Vangelo delle Streghe di Charles Godfrey Leland (1899) — raccolta di presunto folklore stregonesco toscano — Diana è la regina delle streghe, dea della luna, che genera Aradia, mandata sulla terra a insegnare la stregoneria agli oppressi. Il testo è una delle fonti dirette della Wicca e fonda la corrente della Dianic Wicca (Z. Budapest), incentrata sul culto della Dea e su una spiritualità femminile/femminista.
Per il giardino il dettaglio è notevole: la stregheria di Leland è materiale italiano, e mostra in presa diretta il meccanismo di costruzione di una tradizione “antica” a partire da fonti moderne — esattamente la tesi di Magia Come Metodo Non Ideologia.
Sul riuso neopagano di queste figure vedi Wicca: il riuso neopagano del mito.