Soggetto Osservante e Oggetto Osservato - Il Riflesso dello Spirito
In Neon Genesis Evangelion, Shinji Ikari scopre che il “sé” che percepisce è solo l’oggetto osservato — instabile, plurale, diverso a seconda di chi guarda — mentre l’atto stesso di osservare resta un residuo irriducibile: è questo residuo che Anima e Spirito - Personale e Impersonale chiama “il riflesso dello spirito”.
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Il paradosso di Shinji
Nell’episodio finale della serie TV (The Beast that Shouted “I” at the Heart of the World) e in The End of Evangelion, Shinji affronta un cortocircuito identitario: prima afferma che “ciò che percepisco come me stesso, è me stesso” — poi realizza che, siccome tutto cambia continuamente (compreso quel “me stesso”), la conclusione logica sarebbe che non esiste un vero me. È esattamente il crollo che innesca l’Instrumentality: invece di risolvere il paradosso, la serie lo fa detonare, dissolvendo il confine tra sé e altro per tutta l’umanità.
Fenomeno e noumeno: la percezione non è il sé
Diverse letture filosofiche della serie (cfr. fonti) applicano qui la distinzione kantiana tra fenomeno (la realtà così come appare al soggetto che la percepisce) e noumeno (la cosa in sé, inconoscibile). L’errore di Shinji è collassare i due piani: scambia il sé percepito — fenomenico, l‘“oggetto osservato” — per il sé autentico, che resta invece noumenico, mai del tutto raggiungibile.
È la stessa struttura della distinzione anima/spirito: l’anima è la spugna di ricordi, emozioni ed esperienze di questa vita — ciò che può essere osservato, da te stesso o da altri. Lo spirito è l’atto di osservare in sé, che non si lascia mai catturare come oggetto — esattamente il noumeno rispetto al fenomeno.
Molti Shinji, un solo Shinji: il sé come oggetto relazionale
Un punto più sottile, discusso in analisi della serie: ogni oggetto osservato ha natura molteplice, quindi esistono più Shinji Ikari — quello nella mente di Misato, quello nella mente di Asuka, quello nella mente di Rei, quello nella mente di Gendo — ciascuno diverso, eppure ciascuno “il vero Shinji”. L’anima, il polo personale, si frammenta necessariamente così: è in parte sempre costruita da come gli altri ti vedono, instabile per definizione perché composta da una pluralità di immagini esterne, nessuna delle quali è definitiva. Solo l’atto di osservare resta costante indipendentemente da chi o cosa viene osservato — è l’unica cosa che non cambia a seconda dell’osservatore.
La soluzione fichtiana: l’Io ha bisogno del Non-Io
Alcune letture filosofiche della serie risolvono il vuoto lasciato da Kant richiamando Fichte: l’autocoscienza è ricorsiva, l’Io non può realizzarsi pienamente senza riconoscere il Non-Io (l’altro). Si diventa pienamente umani solo attraverso il “rapporto reciproco di riconoscere ed essere riconosciuti dagli altri come umani” — è la stessa “parete tra sé e altro” che nella serie prende il nome di AT Field, e che il Dilemma del Porcospino (citato esplicitamente in Evangelion) descrive come il prezzo necessario dell’intimità: non ci si può avvicinare abbastanza da scaldarsi senza pungersi a vicenda.
Il rovescio ironico: l’Instrumentality abbatte tutti gli AT Field per fondere l’umanità in un’unica entità nel mare di LCL — ma questo non produce più sé, lo cancella. Il confine personale/impersonale non è un difetto da eliminare: è ciò che rende ciascuno qualcuno. Abbattere la parete senza prima averla attraversata e integrata (cfr. Individuazione Junghiana, dove l’individuazione è integrazione dell’inconscio, non sua dissoluzione) non libera lo spirito impersonale — annulla anche l’anima personale che avrebbe dovuto contenerlo.
Il collegamento con Anima e Spirito
Evangelion letteralizza in narrativa lo stesso confine personale/impersonale del thread esoterico, ma lo inquadra all’opposto delle letture orientali citate in Anima e Spirito - Personale e Impersonale: lì l’Atman impersonale è liberazione (moksha), qui la dissoluzione del confine personale (Instrumentality) è raccontata come un incubo — perdita, non compimento. La differenza sta forse in come ci si arriva: per integrazione gestita (individuazione, ascesi, notte oscura) contro per collasso subìto e forzato dall’esterno (il trauma di Shinji, il progetto SEELE).
Sources
- diochan /x/ thread No.2974 (riferimento originale a Shinji ed Evangelion)
- A Fichtean Reading of Neon Genesis Evangelion, The University of Chicago Philosophy Review
- Soggetto osservante e Oggetto osservato, Shock Anafilattico
- Hedgehog’s Dilemma (Neon Genesis Evangelion), Wikipedia
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