Il proibizionismo americano e la città senza alcol
Una precisazione prima del contenuto: il proibizionismo americano non è un evento del 1929, ma una legge in vigore dal 1920 al 1933 (XVIII Emendamento, gennaio 1920 — abrogato dal XXI Emendamento nel dicembre 1933). Il 1929 è però l’anno-cerniera del periodo: la strage di San Valentino a Chicago (14 febbraio 1929, Al Capone contro la banda di Bugs Moran) e il crollo di Wall Street (ottobre 1929) sono i due eventi che, insieme, resero visibile il fallimento della legge e ne innescarono la fine.
Corpo
La legge. Il Volstead Act (1919) rendeva esecutivo il XVIII Emendamento vietando produzione, importazione e distribuzione di bevande alcoliche — non il consumo in sé, che restava legale. È una distinzione cruciale: proibire l’offerta senza proibire la domanda in una società che è, nei termini della nota collegata, una società alcolica radicata da secoli.
La città risponde. Il saloon — spazio maschile, pubblico, sorvegliabile — chiude. Al suo posto nasce lo speakeasy: locale clandestino, mascherato da altro (lavanderia, drogheria, ufficio), con parola d’ordine alla porta e spioncino sulla soglia. Solo a New York si stimano tra le 20.000 e le 100.000 speakeasy attive negli anni ‘20 — più numerose dei bar legali prima della legge. La proibizione non svuota la città dell’alcol: ne riorganizza clandestinamente l’infrastruttura.
L’effetto collaterale non previsto: il genere. Il saloon pre-1920 era territorio maschile per convenzione sociale, non per legge. Lo speakeasy, essendo già fuorilegge, non aveva più motivo di rispettare quella convenzione: donne come Texas Guinan arrivano a gestire i locali più noti, e la vita notturna urbana diventa per la prima volta su larga scala mista — è il contesto in cui fioriscono le flapper e il jazz di Harlem. Il proibizionismo, pensato per moralizzare, produce l’effetto opposto: accelera l’erosione delle norme vittoriane che voleva difendere.
Chi occupa il vuoto. Con la produzione legale azzerata, la redistribuzione dell’alcol — che nella cornice di Sherratt è già uno dei motori delle società alcoliche — passa a organizzazioni criminali strutturate: il contrabbando (bootlegging) diventa un’industria, e a Chicago Al Capone arriva a controllare gran parte del mercato cittadino tramite corruzione di polizia e politica locale. La strage di San Valentino 1929 è la punta emersa di questa guerra per il controllo della redistribuzione.
La lettura
Questa nota è il caso di studio empirico della nota sulla distinzione tra società alcoliche e società Stoner: cosa succede quando si tenta di disattivare per legge una società alcolica. La risposta, coerente con la tesi di MacAndrew & Edgerton, è che il comportamento collettivo legato all’alcol non è un riflesso chimico eliminabile per decreto ma una pratica culturale che si riorganizza attorno all’ostacolo — cambiando forma (dal saloon allo speakeasy), attori (dai produttori legali ai sindacati criminali) e persino norme collaterali (l’accesso delle donne). Il proibizionismo non produsse una città sobria: produsse una città con la stessa domanda di prima e un’offerta clandestina, più violenta e meno regolabile di quella che aveva sostituito.
Sources
- Volstead Act, 1919; XVIII Emendamento, ratificato gennaio 1920; XXI Emendamento (abrogazione), dicembre 1933.
- Strage di San Valentino, Chicago, 14 febbraio 1929.
- Daniel Okrent, Last Call: The Rise and Fall of Prohibition, Scribner, 2010.
- Michael A. Lerner, Dry Manhattan: Prohibition in New York City, Harvard University Press, 2007.
- The Mob Museum, “The Speakeasies of the 1920s” — Prohibition: An Interactive History.