Majokko — il Sottogenere delle Maghette
Majokko (魔女っ子, “ragazzina-strega”) è il sottogenere dell’animazione giapponese in cui una protagonista femminile ottiene poteri magici — per nascita, dono o reclutamento — e li usa nella vita quotidiana o per combattere il male: le “maghette” del palinsesto italiano, storicamente comprate “per le femminucce”.
Corpo
Il genere nasce negli anni ‘60-‘70 (Studio Pierrot e Toei i due poli storici) e si biforca presto in due grandi filoni:
- Majokko classica / slice-of-life: la magia è incantesimo, trasformazione e crescita personale, calata nel quotidiano. Niente nemici epici da sconfiggere, ma dispetti, sentimenti e apprendistato.
- Magical girl combattente: la maghetta diventa guerriera in squadra, con sigle di trasformazione e battaglie contro forze del male — modello esploso a partire dagli anni ‘90.
Esempi dagli anime in cartella
- Card Captor Sakura — il gold standard del genere. Sakura libera per sbaglio le Carte di Clow e le recupera trasformandosi in maghetta: capolavoro majokko delle CLAMP, eleganza grafica e delicatezza dei sentimenti.
- Sailor Moon — l’opera di Naoko Takeuchi che definisce la magical girl combattente: le Sailor ispirate ai pianeti difendono la Terra in squadra.
- Doremi — Ojamajo Doremi, la majokko Toei longeva: apprendista maga che gestisce con le amiche un negozio magico, tutta dispetti e incantesimi (filone classico).
- Tokyo Mew Mew — variante a tema ecologico dei primi 2000: ragazze fuse col DNA di animali in via d’estinzione si trasformano in guerriere “Mew”.
- Corrector Yui — declinazione cyber-tech di fine anni ‘90, ambientata nel mondo digitale “ComNet”: fra le ultime majokko del blocco Mediaset.
- Pretty Cure — il franchise majokko egemone del terzo millennio (Toei), eroine che combattono a suon di pugni e magia con cast rinnovato a ogni stagione. In Italia comprato dalla Rai e mai sfruttato appieno.
La collocazione italiana
Nel mercato italiano la majokko era una delle categorie merceologiche con cui Fininvest/Mediaset riempiva il palinsesto: i classici Studio Pierrot, poi i gold standard Card Captor Sakura e Sailor Moon, fino a Tokyo Mew Mew, Doremi e Corrector Yui. La Rai, in risposta, acquistò Pretty Cure senza intuirne il peso futuro (→ Mediaset e l’Occasione Mancata degli Anime).